Senza Fine

Questo spettacolo coglie in pieno una preoccupazione vissuta da Giancarlo Siani, giornalista assassinato dalla camorra per aver approfondito e raccontato i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorriste. Le sue indagini agli inizi degli anni ’80, denunciavano un mondo lavorativo rotto e corrotto, di appalti e sub appalti, caratterizzato dalla mancanza di lavoro nel sud Italia, dalla scarsa sicurezza e da contratti precari.


Problematica questa assolutamente contemporanea ed estendibile ormai a tutto il Paese.
La nostra Costituzione appare spesso non rispettata rendendo oggi ancora più
necessaria la lotta a difesa di quei diritti spesso negati ai nostri giovani e agli strati sociali che allora come oggi respirano e vivono ai margini della nostra società.
Lo spettacolo “Senza Fine” porta in scena una riflessione che parte dalla storia di Siani e procede con lui come guida per leggere la contemporaneità: il mondo del lavoro non è davvero cambiato, e nemmeno l’Italia.


Il grido di denuncia di Siani suona oggi ancora maledettamente attuale: manifesta quanto sia importante l’informazione e come solo attraverso un dialogo sano e costante, la sofferenza e la speranza possono essere condivise fino a diventare forza di trasformazione, per un mondo del lavoro dove non si perda la vita cadendo da un impalcatura o asfissiato in una cisterna.


Il lavoro deve dare dignità non toglierla.

Con contributi di testo originali della compagnia. Regia di “Senza Fine” è firmata da Stefania Zito. Coreografie di Riccardo Meroni